.:Home: :Archivio: :Forum:. Ultimo aggiornamento: Domenica, 15 Marzo, 2015

 

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COMPAGNIA DELL'EST -> AVVENTURE


29 TARSAK 1368 C.V. / 5 MIRTUL - 26 LUGLIO 2004 C.G.


Pasquale, Salimba, L'Atro e Alfaluji accompagnati da un gruppo di guerrieri fedeli di Cyric si recano alla vecchia fonderia, il nascondiglio dei baniti. I guerrieri di Bane li stanno aspettando pronti per la battaglia. Pasquale chiede di affrontare Syrus e viene lasciato passare, il capo dei baniti lo sta aspettando nel tempio sotterraneo. Intanto comincia lo scontro tra baniti e Cyricisti. Pasquale entra nel tempio, la voce di Syrus lo raggiunge subito "E così mio fratello viene nella mia casa per uccidermi? Ho giurato che il nostro sangue non si sarebbe mescolato se non combattendo fianco a fianco, gradirei mantenere la promessa".
"Non esiste nessun giuramento" risponde freddamente Pasquale.
"Quello che hai fatto l'hai fatto liberamente, le avventure, le battaglie fatte insieme, sono state tue libere scelte, nessun incantesimo ti ha obbligato. E ora invece sei uno scagnozzo di Chembryl? Preferisci essere manipolato e usato da Cyric piuttosto che costruirti il tuo destino e la tua fortuna con l'aiuto di Bane?".
"Sono un servo di Cyric" ammette Pasquale.
"Se questa è la tua scelta" conclude Syrus "ti sfido alla spada lunga".
I due guerrieri sfoderano le armi e il combattimento ha inizio. Come di consueto Syrus si muove abilmente e affonda i colpi con precisione, Pasquale risponde con forza e rabbia. La sfida si mantiene in equilibrio, i due contendenti sono provati. Ad un certo punto una serie di colpi precisi di Syrus raggiungono Pasquale che accusa. Il paladino risponde, ma sembra allo stremo. Syrus si avvicina e colpisce con tutta la forza vedendo la vittoria vicina. Pasquale raccoglie la concentrazione e le forze si ripara con lo scudo e affonda con forza la lama. Syrus cade. Il paladino di Cyric ha vinto. Si avvicina all'avversario sconfitto e in fin di vita. Syrus porge la mano, Pasquale si provoca un taglio al polso e la stringe. "Bel combattimento" dice il banita e chiude gli occhi per sempre. L'atro, Alfaluji e Salimba raggiungono il tempio, la battaglia al piano di sopra è vinta, la compagnia può finalmente riposare. E' passata una settimana dallo scontro con i Baniti quando Fzoul Chembryl fa convocare Pasquale. Il chierico si complimenta con il paladino e i suoi compagni per l'ottima riuscita della missione e dice di avere un altro compito da affidare alla compagnia. I suoi studiosi hanno scoperto che il Tomo della Verità nasconde un segreto, un potere nascosto e che ci deve essere una chiave di lettura per poter esaminare gli scritti del libro senza subirne le nefaste conseguenze. Fzoul Chembryl dice di prendere il tomo e portarlo da Usdiba Rines uno gnomo esperto di lingue antiche e di libri magici. La compagnia si reca dunque alla casa dello gnomo, che sembra un tipo socievole, ma piuttosto eccentrico. Lo studioso sa però fare il suo lavoro ed esaminando il libro si accorge che nel retro di copertina c'è un'iscrizione riconoscibile al tatto. "Il coraggioso può leggere nel sangue e sopravvivere", queste sono le misteriose parole riportate sul libro, ma lo gnomo non riesce a dar loro un significato. L'atro allora afferra il libro e lo apre leggendo la prima pagina, subito gli occhi del ladro perdono espressività e la sua mente è sconvolta dalla follia. Usdiba dice di conoscere un chierico potente e il ladro viene subito portato da lui e sottoposto ad un potente incantesimo. L'uomo riprende coscienza, ma la sua mente non risulta completamente guarita. Il gruppo torna ad esaminare il libro e Salimba dice di aprire il tomo a distanza e sfogliarlo in modo che lui possa vederne l'interno senza leggere. L'idea sembra dare ragione allo psionico che riesce a vedere una pagina scritta in inchiostro rosso. "Il coraggioso può leggere nel sangue e sopravvivere" diceva la scritta in copertina così L'atro prende il tomo e legge la pagina scritta in rosso. Questa volta non subisce alcuna conseguenza. La pagina riporta cinque frasi senza alcun significato apparente, finché il gruppo non capisce che le frasi sono enigmi e la risposta ad ognuno è un numero. Vengono così trovati cinque numeri e presto si scopre che corrispondo alle pagine del libro che possono essere lette senza pericolo. La chiave di lettura è svelata. Dal libro gli avventurieri scoprono che il tomo serviva a custodire gli Occhi di Ghoresh, una potente arma magica. Il Tomo della Verità fu scritto da un talentuoso mago per proteggere l'oggetto magico, perfetto rifugio sarebbe stato un libro che non fosse stato possibile leggere. Inoltre se qualcuno avesse aperto il tomo senza pronunciare la formula magica gli Occhi di Ghoresh sarebbero stati teletrasportati dal loro legittimo proprietario. Lo scrittore parla anche della sua casa la Torre Arcana della Magia ma non dice dove si trovi. In compenso si dice che nel libro sia riportata una formula per tornare a casa, ma la pagina manca. Molte cose ha scoperto la compagnia, ma due fondamentali informazioni ancora mancano: chi è lo scrittore e dove si trova la Torre Arcana della Magia? Gli avventurieri se ne vanno a dormire ospitati dallo gnomo, sperando che la notte porti consiglio. La mattina seguente Pravis, un chierico di Cyric, si presenta alla porta degli avventurieri con un messaggio da parte di Fzoul Chembryl. La lettera dice: "Spero che le vostre ricerche abbiano portato a dei risultati. Pare che le vostre azioni abbiano attirato l'attenzione di Zhentil Keep, nientemeno. Lady Laminia Fliny una nobildonna della città vi vuole parlare con una certa urgenza; è una persona importante a noi legata e con voce in capitolo nella politica della città. Il chierico dice: "Ho l'ordine di condurvi immediatamente alla Rocca dei Sospiri, o almeno di portare la vostra risposta.". La Rocca dei Sospiri è un piccolo villaggio fortificato addossato alle montagne dove sorge la dimora di Lady Laminia, il nome deriva dal particolare rumore che provoca il vento passando attraverso le rocce. Pravis deve tornare dalla sua padrona al più presto ed è in partenza il mattino seguente con una piccola scorta. Per andare alla Rocca dei Sospiri con Pravis gli avventurieri devono attraversare le montagne, che sono dimora di giganti. "L'alternativa è passare per la strada più usata, ovvero il Passo del Corvo Ceco" spiega Pravis "ma attraverso le montagne faremo molto prima, e la Contessa ha specificato l'urgenza della missione.". La compagnia decide di andare con Pravis e, la mattina seguente, il gruppo è pronto a partire.

 

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