.:Home: :Archivio: :Forum:. Ultimo aggiornamento: Domenica, 15 Marzo, 2015

 

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FIGLI DEL LUPO -> AVVENTURE


21 CHES 1371 C.V. - 2 FEBBRAIO 2012 C.G.

Prosegue l'esplorazione e il gruppo raggiunge una stanza dalla forma di pentagono su ogni parete del quale si apre una porta e di fianco una statua che indica la propria entrata. Gli orchi ne aprono una a caso e imboccano un lungo tunnel. Al suo interno vengono attaccati da uno sciame di millepiedi giganti che riescono ad eliminare senza troppi problemi. Purtroppo il tunnel non conduce da nessuna parte se non alla stanza pentagonale attraverso una delle porte non esplorate. Il gruppo imbocca un'altra porta e raggiunge una stanza stretta e lunga, dal soffitto ad arco e dalle pareti decorate con mosaici incompleti e rovinati. Il pavimento della stanza è pieno di tessere e frammenti di mosaico caduti. In centro, un grosso macchinario, simile ad un pianoforte ma con la tastiera disposta non linearmente ma a semicerchio, domina quasi completamente il locale. Sopra la porta a Nord vi è una grossa targhetta di bronzo, che recita “Uscita per l’inferno”; sopra quella ad Ovest, un’altra targa riporta la dicitura “ad Evander, gli amici più cari”.

Irry si avvicina allo strano pianoforte e vede che i tasti sono dipinti di colori diversi: rosso porpora, giallo, verde scuro, blu, azzurro chiaro, nero e bianco. Prova a premere quello rosso e immediatamente due sezioni di pavimento crollano rivelando un doppiofondo della stanza ricoperto di acido. Per poco Ruuk non cade, ma riesce a saltare immediatamente su di un'altra sezione di pavimento. Mentre Irry esamina il pianoforte, Gulden Draak e Kerberos aprono l'altra porta e vedono che da sul vuoto. Il pavimento, infatti, non è praticamente visibile. Ogni tanto, dal nulla, emergono delle grosse stalagmiti con la base piatta, larghe circa un metro e simili a tante piattaforme; insieme formano una specie di passaggio che conduce verso il lato opposto dove si trova una piattaforma più grande.

Gulden Draak si lega ad una corda che porge a Kerberos e prova a superare la stanza saltando di piattaforma in piattaforma. Sembra se la stia cavando bene quando d'improvviso mette un piede in fallo e cade. Il compagno non è pronto a sorreggere il grande peso e la corda gli scivola tra le mani provocando ustioni sanguinanti. L'orco fa il possibile per fermare la caduta del compagno, ma alla fine la corda gli sfugge di mano. Gulden Draak sparisce nel buio con un grido seguito da un profondo silenzio. Anche Kerberos prova a saltare e riesce a raggiungere la piattaforma. Vede quindi che dalla parete in fondo sporgono die mattoni formando una ripida scaletta. Inizia a scende e si inoltra nel buio per metri e metri. Alla fine però la stanchezza si fa sentire e perde la presa. I compagni sentono il suo urlo e poi silenzio.

Intanto Irry è riuscita a premere il tasto giusto e il pianoforte si è spostato rivelando una pergamena in una nicchia. Lo scritto riporta queste parole:
“Se trovate questa pergamena, io probabilmente non ci sarò più. Tutto dipende da quando voi la troviate. Se sono passati secoli, o anche solo una decina di anni, dal giorno 12 Mirtul 1366 lasciate perdere, tutto sarà finito. Ma se leggete questo entro breve tempo, allora forse potrete riuscire dove io ho fallito. Il mio nome è Evander, sono un mago e uno studioso. Ho scoperto che nel sottosuolo di quest’isola esiste l’accesso ad un grande potere e, anche se molto rischioso, non posso esimermi dal tentare di raggiungerlo. Il passaggio però instabile e anche se i miei poteri sono grandi ormai sono vecchio e stanco e non sono sicuro di riuscire a mantenerlo aperto per lungo tempo. Se invece voi siete giovani e forti non temete di affrontare l’ignoto, vedrete che la ricompensa vi ripagherà di tutti gli sforzi“.

Ruuk e Trilug intanto corrono sulle stalagmiti per cercare di aiutare i compagni e si calano nel buio, seguiti mano a mano da tutti gli altri. Il solo a non voler provare è Barrek che, a causa della sua zoppia, sa di non poter eseguire tali evoluzioni. Il nano Alaric rimasto con lui cerca invano di convincerlo ella fine anche lui inizia a saltare, ma le piattaforme su cui poggia crollano facendolo precipitare nel baratro.

Scesa per ben 60 metri Irry si accorge che il pavimento non c'è, ma che il suo piede scendendo ancora sparisce nel buio. Prova a calarsi lentamente ma viene tirata giù con forza e risucchiata in basso.
Tutti quelli che sono scesi o caduti si ritrovano incredibilmente in un assolato deserto, sotto un sole cocente. Il gruppo non si perde d'animo e si mette in marcia, ma dopo qualche tempo viene sorpreso da un forte terremoto e per fortuna solo sfiorato da una tempesta di sabbia e fuoco. La marcia continua e finalmente dopo una mezza giornata all'orizzonte si vede la sagoma di una città.

 

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