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COMPAGNIA DELL'OVEST -> AVVENTURE


30 ELEASIAS / 14 ELEINT 1371 C.V. - 20 DICEMBRE 2007 C.G.

Dopo aver valutato attentamente l'offerta del capitano gli avventurieri parlano di nuovo con la donna e cercano di strappare condizioni migliori. Lei allora spiega che le parti dell'equipaggio non sono uguali, ma gli ufficiali solitamente guadagnano una percentuale maggiore rispetto ai marinai semplici. Quello che offre è che il gruppo, pur dovendo far parte della ciurma, prenda lo stesso che spetta agli ufficiali superiori. Gli avventurieri accettano e entrano così a far parte dell'equipaggio dell'Arcadia.

Subito vengono assegnati loro lavori in base alle loro attitudini, così Johanna va ad aiutare l'ufficiale medico e Hugh va assume compiti alla navigazione, mentre gli altri eseguiranno un lavoro da mozzi.
L'Arcadia fa rotta verso nord e raggiunge la parte dell'Anauroch ricoperta dal ghiacciaio noto come i Grandi Ghiacci. Dopo qualche tempo le vedette avvistano una mandria di Rothè e l'equipaggio entra in fermento.
Il capitano prende il timone e fa una serie di manovre per raggruppare gli animali in fuga. Gli uomini si calano con le corde lungo i fianchi della nave e lanciano gli arpioni contro gli animali. Anche Jill e Messi partecipano alla caccia. La nave torna indietro a recuperare le prede, le carcasse vengono scuoiate e la carne tagliata, pulita e salata. Il viaggio riprende.

Durante la notte Jill se ne sta nella sua branda incapace di prendere sonno quando sente un tonfo e poi dei passi in coperta. Esce dalla sua cabina e sale affacciandosi sul ponte superiore per sbirciare. Vede alcuni marinai attorno ad un ippogrifo. Si tratta di uno stupendo animale di colore nero con piume della testa e delle zampe di un grigio argentato. Dalla cavalcatura sta smontando un uomo alto con un lungo mantello nero e una benda sull'occhio. Il corvo vola sua spalla. Jill sente un rumore alle sue spalle, si volta e si trova puntata la spada del samurai. Il guerriero chiede cosa stia facendo e il monaco si giustifica dicendo che aveva sentito dei rumori e voleva solo vedere di cosa si trattava. Gli uomini sul ponte sentono le loro voci e li chiamano. L'uomo sconosciuto saluto il samurai e gli chiede di riporre la satana. Poi si presenta a Jill:
"Salve io sono Calico Crow detto Corvo Nero, il capitano di questa nave. Domani avremo tempo di conoscerci".

Il mattino seguente gli avventurieri vengono convocati. Il capitano spiega che Isabelle de Mornier in realtà è il suo primo ufficiale, ma gli accordi presi con lei restano comunque validi.
Il viaggio prosegue e l'Arcadia torna verso sud, sorvolando il deserto di sabbia.
Dopo qualche tempo una vedetta grida di aver avvistato una carovana. Subito gli uomini dell'equipaggio impugnano le armi e, con grande sorpresa degli avventurieri, viene issata bandiera pirata.
L'Arcadia compie una virata stretta sopra la carovana e vengono sparati alcuni colpi da quelli che sono armamenti che gli avventurieri non hanno mai visto in vita l'oro, i cannoni. Alcuni colpi si infrangono alcuni metri di fronte alla carovana, altri colpiscono e ribaltano un paio di carri. La nave atterra e i soldati iniziano a scendere. Gli uomini della carovana si arrendono. Johanna sconvolta scende e cerca di impedire che l'attacco continui, Messi la segue. I due vengono bloccati e quando cercano di raggiungere il capitano arrestati.

Gli uomini della carovana vengono legati e il convoglio viene saccheggiato di grano e altri generi alimentari. Viene trovata anche una cassa piena di monete d'oro e gioielli, ma il capitano ordina che sia lasciata.
Poi chiede al comandante della carovana quanti giorni di viaggio serviranno al suo gruppo per uscire dal deserto e quando questi risponde da disposizioni perché vengano lasciati viveri e acqua per il tempo necessario. La nave salpa e i gemelli alati vengono inviati a slegare due uomini della carovana.
Hugh si reca a parlare con il capitano e chiede spiegazioni di quanto è successo. Calico Crow spiega che la carovana era composta da mercenari degli Zentharim e le provviste erano state sottratte a povera gente. Il mago sembra soddisfatto della spiegazione, ma chiede anche perché siano stati lasciati le monete e i gioielli. "Rubare del grano ti porta un po' di odio" spiega il capitano "rubare denaro ti porta la guerra".

Intanto Palinuro si reca a parlare con Messi e Johanna che sono stati rinchiusi con l'accusa di insubordinazione. Il primo si mostra più compiacente e sembra comprendere che la dimostrazione di forza inizialmente messa in campo dall'equipaggio dell'Arcadia è servita solo ad evitare scontri e quindi spargimenti di sangue. Invece la donna è più restia ad accettare le spiegazioni e non ammette la violenza esercitata sugli uomini della carovana. Il nostromo spiega che lei ha accettato di far parte dell'equipaggio e non deve discutere gli ordini che vengono impartiti, inoltre dice che nessuna violenza è stata fatta agli uomini della carovana. Johanna sostiene che il fatto di averli legati è già una violenza e chiede al nostromo cosa penserebbe se ad essere legati fossero stati i suoi familiare. Il mezzorco allora va su tutte le furie e afferra la sacerdotessa per il collo intimandole di non nominare mai più la sua famiglia. Detto questo la lascia e se ne va richiudendo la porta alle sue spalle.

Il capitano viene informato dell'accaduto e chiama Hugh per conferire con lui. Calico Crow sembra preoccupato. Dice che qualsiasi insubordinazione o messa in discussione degli ordini può mettere in pericolo gli uomini del suo equipaggio e questo non può ammetterlo. Hugh promette che parlerà a Johanna per farla ragionare e qualche minuto dopo si fa promettere dalla sacerdotessa che cercherà di comportarsi secondo le regole. Jill si propone di garantire per lei quindi sia lei che Messi vengono riammessi nell'equipaggio senza subire nessuna punizione se non una nota di biasimo sul diario di bordo.

Dopo cinque giorni di viaggio totali l'Arcadia giunge in vista di un'oasi rigorosa nel deserto. Attorno all'oasi è costruito un piccolo villaggio di capanne. La nave attracca nei pressi del villaggio e subito viene accolta da un coro festante di persone, per lo più donne, bambini e anziani.
Si tratta di quella che gli uomini dell'Arcadia chiamano l'isola degli uomini perduti ed è il luogo dove vivono le loro famiglie. La carne della caccia e le provviste rubate vengono sbarcate e la sera si organizza una grande festa. Gli avventurieri vengono subito accolti come se facessero da sempre parte del gruppo e sono testimoni di una ambiente di affetti e saldi legami.
Vengono a sapere che l'Arcadia ha raccolto un po' ovunque persone che per motivi diversi sono dovute scappare dai loro luoghi d'origine e si sono stabilite nell'isola degli uomini perduti. L'equipaggio del capitano Corvo Nero si occupa del loro sostentamento.
La festa va scemando e gli avventurieri vengono convocati dal capitano che, anche quando l'Arcadia è all'ancora, risiede nella sua cabina. Il gruppo lo raggiunge e il capitano, dopo aver offerto loro da bere racconta i particolari della leggenda del tesoro del drago Zorgantos.

"E' una storia molto in voga tra i marinai" dice "il drago Zorgantos era un grande dragone rosso di 1500 anni tremendamente avaro e attaccato alle sue ricchezze.
Aveva passato l'intera esistenza ad ammassare oro, gioielli e pietre preziose nella sua tana in un'isola sperduta. Un giorno cercò di rubare un preziosissimo gioiello ad una divinità e fu punito per questo.
La divinità lanciò su di lui un incantesimo che lo contagiò con una strana malattia. Il drago sarebbe stato per sempre allergico a tutto ciò che era prezioso. Zorgantos non sarebbe più potuto tornare nella sua grotta solitaria ricolma di ricchezze. Il drago disperato cercò qualsiasi modo per liberarsi della malattia ma non riuscì. Alla fine avvinto dallo sconforto e incapace a rinunciare ai suoi beni, tornò comunque nella sua tana e si adagiò comodamente sul suo grande tesoro. Si lasciò morire così, lentamente, tra atroci sofferenze.
Fece però in tempo a lanciare una tremenda maledizione su quel luogo. Nessuno mai sarebbe riuscito a raggiungerlo, e anche se qualcuno lo avesse trovato non sarebbe riuscito ad entrare, e anche se fosse entrato non sarebbe riuscito a portare via nemmeno una moneta.
Molti nei secoli hanno cercato la tana segreta di Zorgantos, molti hanno raccontato di averla vista o di aver conosciuto qualcuno che l'aveva vista, molti altri raccontano di amici e parenti che sono partiti alla sua ricerca e non sono più tornati. Nessuno sa la verità.
Ora se ammettiamo che questo luogo esista, dobbiamo supporre che esista anche la maledizione o che comunque i rischi siano enormi."

"I miei uomini" continua il capitano "mi seguiranno senza discutere anche in una missione così folle e pericolosa, ma io sono responsabile delle loro vite e devo essere sicuro che tutto filerà nel modo giusto. Devo poter contare su di voi ciecamente"
Gli avventurieri danno la loro parola e il capitano li congeda, avvertendoli che la nave salperà dopo un paio di giorni.
Come previsto passati i due giorni il vento si alza e l'Arcadia salpa verso occidente.

Passa qualche giorno di normale lavoro di routine, quando Kazan T'rek il mezzodrow responsabile delle riparazioni e manutenzione della nave corre dal capitano per avvertirlo di un problema.
"Il giroscopio di navigazione ha subito dei danni durante la recente tempesta di sabbia e deve essere ripulito dalle scorie" spiega "il giroscopio di puntamento potrebbe essere riadattato per sostituirlo, ma non possono permettersi di affrontare un viaggio come quello senza uno dei due. L'unica soluzione è rivolgersi a chi l'ha costruito."
Il capitano annuisce e ordina di fare rota su Waterdeep.

Dopo 10 giorni di viaggio l'Arcadia raggiunge la città degli splendori e getta l'ancora in una baia nascosta. Il capitano spiega che lui e i suoi uomini non sono ben visti a Waterdeep e che quindi dovranno essere gli avventurieri a portare a termine la missione. Si tratta di contattare uno gnomo di nome Kovalakis Zapuktas Tolemaicus Kyustin IV. Non è altri che colui che ha costruito la bussola che doveva condurre Samuorik all'Arcadia ed è anche colui che ha costruito i giroscopi di cui parlava Kazan T'rek.
Il capitano congeda gli avventurieri raccomandandosi perché facciano attenzione. Con loro manda il suo corvo Mefisto, che potrà tornare alla nave a portare un messaggio nel caso ce ne fosse bisogno.

 

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