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COMPAGNIA DELL'OVEST -> AVVENTURE


10/14 UKTAR 1371 C.V. - 8 APRILE 2008 C.G.


Mmporg decide di affrontare la prova della Foresta delle Anime, Johanna, Tealk e Jill lo accompagnano.
Prima che partano la regina degli elfi, dispensa loro gli ultimi consigli: "Fate che la vostra anima sia trasparente" dice "e soprattutto ricordatevi di rispettare assolutamente la Foresta, non facendo nulla che possa danneggiarla o offenderla".
Il gruppo viene accompagnato all'ingresso della foresta.
La Foresta delle Anime è un intricato ammasso di alberi secolari (o millenari forse) e piante rampicanti.
Al suo interno non filtra alcun raggio di luce e c'è un silenzio innaturale. Ci si sente sperduti e piccoli e si ha la spiacevole sensazione di essere osservati.
Gli avventurieri si addentrano, senza sapere dove andare di preciso. Marciano per un'intera giornata verso nord. A sera si accampano e Jill inizia a preparano il fuoco. Sta per accendere la legna quando nota un movimento tra le piante. Si reca a vedere, ma non c'è nulla. Riprende le sue operazioni, ma ancora una volta vede qualcosa. Tealk e Johanna gli fanno notare che qualcosa si muove ogni volta che cerca di accendere il fuoco e che forse questa azione viene considerata ostile dalla Foresta. Gli avventurieri decidono allora di dormire senza fuoco.
Passano altri tre giorni e Jill riprova ad accendere il fuoco. Mentre lo sta facendo Mmporg viene improvvisamente sollevato in alto e si ritrova tra le mani nodose di una gigantesca creatura umanoide che ha l'aspetto di un grande albero. Si tratta di un treant e con lui ce ne sono altri due. Le creature sono infuriate per il tentativo di accendere un fuoco nella foresta, ma Johanna usando tutta la sua diplomazia riesce a persuaderle che non era loro intenzione recare danno od offesa. I treant allora lasciano andare Mmporg e si ritirano.

Riprende la marcia e, dopo un po', mentre gli avventurieri camminano, sentono un fruscio tra le piante come se ci fosse qualcuno o qualcosa che sta camminando davanti a loro. Subito dopo sentono un saluto, ma viene dalle loro spalle. Quando si voltano vedono un elfo che sembra un elfo alto, sottile di corporatura, con pelle e capelli bianchi e gli occhi completamente neri.Le orecchie sono più piccole di quelle di un elfo, sembrano piuttosto quelle di un mezz'elfo. Li saluta cordialmente e con un gesto li invita a sedersi con lui per terra offrendo loro da bere ciotole di acqua freschissima.
"Molto piacere" dice "io sono Kessen e sono la voce della Foresta.
Perché siete venuti nella Foresta, quale importante bisogno giustifica un così grande rischio?".
Gli avventurieri raccontano della maledizione e della missione per aiutare Mmporg a liberarsene.
"Non è una cura che voi cercate" spiega Kessen"voi cercate delle risposte. Ma per avere le risposte giuste, si devono fare le giuste domande. Quando si varca la porta dell'ignoto i dubbi, le curiosità, le perplessità, i timori sono infiniti, ma la domanda da fare è sempre una, una soltanto. Ora decidete se siete in grado di affrontare i rischi che vi si presenteranno rischiando la vostra vita. Badate questa non è una prova, un test, un esame che siete tenuti a tentare. Non importa se avete paure o dubbi, quello che conta è se siete disposti a porre la domanda e soprattutto a conoscerne la risposta. Se così non è, tornate indietro o sarete perduti per sempre."
Mmporg dichiara di voler proseguire e l'elfo mostra loro la via da seguire attraverso la foresta.

Gli avventurieri camminano per un po' e sbucano sulla cima di un crepaccio sul quale la foresta termina talmente all'improvviso che quasi ci finiscono dentro. Ora sono su di una roccia a picco di altezza smisurata che si affaccia su una verde pianura sconfinata. La roccia è talmente alta che è quasi impossibile guardare di sotto senza avere una sensazione di vertigini. Una voce femminile riecheggia tutto intorno.
"Finalmente siete giunti nel luogo dove troverete le vostre risposte" dice "il male che vi opprime è immenso e colpisce tutti coloro che vi sono vicini rendendovi colpevoli delle loro disgrazie. L'unico modo per liberarvene è un sacrificio. Uno di voi deve sacrificarsi per il bene di tutti. Ma ricordate cosa vi ha detto Kessen, questo non è un test. Il vostro sacrificio sarà reale."
Quello che viene richiesto sempre impossibile quanto chiaro. Mmporg dichiara di volersi sacrificare per il bene di tutti, gettandosi nel crepaccio. Tealk e Johanna cercano di farlo ragionare, spiegando che il suicidio non è la soluzione al problema. Il nano però non sente ragioni e cerca di lanciarsi nel vuoto. Il paladino e la sacerdotessa lo bloccano afferrandolo. Inizia una lunga colluttazione con il nano che cerca di divincolarsi e compagni che non lo lasciano andare. Alla fine Mmporg si dice disposto a ragionare e smette di lottare. Appena però i compagni allentano la presa con uno scatto si divincola e si lancia nel vuoto. Subito Johanna tenda di evocare una creatura volante per salvarlo, ma inspiegabilmente l'incantesimo non funziona.
Per Mmporg è la fine e la voce riecheggia di nuovo sulla valle.

"Il vostro compagno ha dimostrato grande abnegazione" spiega "sacrificandosi per voi. Il suo sacrificio vi ha salvato. Ricordatevelo sempre. Ora potete andare".
Tealk e Johanna restano ammutolito, non riescono a realizzare quello che è successo e non si danno per vinti cercando improbabili spiegazioni o segni di speranza. Alla fine si arrendono e tornano indietro.
Fanno pochi passi nella Foresta e si ritrovano subito fuori. I loro compagni sono ancora lì che li aspettano, per loro sono passati solo una quindicina di minuti.
Intanto Mmporg apre gli occhi e si ritrova nella sua città natale. Intorno a lui tutto scorre nella normalità, ci sono diversi nani che lavorano, qualcuno lo saluta. Si sente chiamare e vede suo fratello. Mmporg non riesce a capire cosa stia succedendo e non crede ai suoi occhi. Parla con suo fratello che si comporta come tutto fosse normale e non si fossero mai lasciati. La giornata scorre tranquilla e la sera i due nani si ritrovano in osteria per una birra. Mmporg è ancora confuso e pone al fratello qualche domanda più approfondita.
La risposta arriva decisa: "Non sprecare domande" ora il fratello e serio e sembra essere qualcun'altro "Rispondi a questo però, perché sei qui?"
"Mi sono sacrificato per salvare i miei compagni" risponde Mmporg.
"Ora puoi chiederlo" sentenzia l'altro "puoi porre la domanda alla quale si riferiva Kessen. La domanda che da sempre hai nel cuore, quella la cui risposta guiderà le tue scelte, il tuo destino, il tuo essere nano".
Mmporg non ci pensa un attimo: "Ma tutto quello che ha fatto mia madre" chiede "l'ha fatto perché ci voleva bene? Ci ha sempre voluto bene e mi sono sempre sbagliato sul suo conto?".
"Bene se pensi che questo ti sarà d'aiuto ecco la tua risposta..."
Poi di nuovo il buio.
Gli avventurieri appena usciti dalla Foresta vedono Mmporg uscire dietro di loro dopo un minuto.
La maledizione è sparita e il viaggio può proseguire.

 

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