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COMPAGNIA DELL'OVEST -> AVVENTURE


25/27 HAMMER 1372 C.V. - 25 AGOSTO 2009 C.G.


Dopo il lungo viaggio il gruppo torna a Sundabar.
Nel secondo giorno di permanenza la locanda dove risiedono gli avventurieri viene circondata dai Guardiani, un gruppo speciale degli Scudi di Pietra, la guardia cittadina.
Entra una donna bellissima con gli occhi dorati con indosso un'armatura lucente e con lei un uomo dal fisico possente con in spalla una grande ascia bipenne.
La donna chiede chi sia Johanna Silverbrightnes e la dichiara in arresto per omicidio. Nello stupore di Hugh che era in compagnia dell'amica la sacerdotessa viene incatenata e portata al carcere cittadino.
Il giorno seguente Johanna viene portata al tempio di Helm per il processo. Il processo è condotto dai chierici di Helm in una zona di verità. Gli avventurieri assitono come pubblico all'interrogatorio.
Johanan racconta tutto quello che ha fatto nei due giorni che è stata a Sundabar. Dopo di lei vengono interrogati altri testimoni e tutti in qualche modo sembrano incriminarla.

Algrodh, il proprietario della taverna “I fiumi di birra” una taverna frequentata da gente poco raccomandabile, racconta che Johanna si è presentata la sera dell’omicidio con un tipo elegante e ha bevuto parecchio, almeno 3 birre naniche a triplo malto. Alla fine sembrava piuttosto alticcia anche se lucida e ha anche infastidito alcuni clienti con allusioni di stampo sessuale mettendo in chiaro imbarazzo il suo accompagnatore.
Setsem, una donna che vive nei pressi della villa teatro dell’omicidio, ha sentito degli schiamazzi e ha visto quattro persone per strada. Una era sicuramente Johanna, poi c’erano un uomo, una donna calva e un mezzorco. La voce sentita era probabilmente quella di Johanna. Ha visto che la donna calva la stava minacciando e poi chiedeva all’uomo di rinunciare. Lui ha riportato la pace e il gruppetto si è allontanato.
Goth, un nano che si trovava a passare per la strada nei pressi della villa dopo l’omicidio. Ha visto due persone correre. Un uomo e una donna. L’uomo l’ha superato, ma la donna gli è finita contro in modo piuttosto impacciato. Rialzandosi lo ha ricoperto di insulti. L’uomo le ha gridato di correre e non perdere tempo, non l’ha chiamata per nome ma il nano è sicuro che si trattasse di Johanna.
Geocus, capitano del gruppo di guardie che per primo ha intercettato i fuggitivi, racconta che il gruppo formato da quattro persone si è diviso. Lui e alcuni uomini hanno inseguito Johanna e l’uomo. Stavano guadagnando terreno, ma Johanna si è fermata e ha lanciato un incantesimo bloccando alcuni dei suoi uomini. Lui e un altro si sono salvati e hanno continuato l’inseguimento. Johanna li ha bersagliati con altri incantesimi bloccando il suo compagno e ferendo lui. A stento ha continuato l’inseguimento ancora per qualche decina di metri e ha visto Johanna e il suo inseguitore fuggire passando sotto l’Arco Cromantos. L’uomo che conduce l’interrogatorio chiede quale sia la caratteristica di quell’arco, Geocus risponde che come sanno tutti proprio al centro c’è una bolla di magia morta, pertanto è impossibile che la donna fosse in realtà qualcun altro sotto l’effetto di una magia di metamorfosi.
Ghideon un ragazzo che aveva appena riaccompagnato la sua fidanzata a casa, dice di essere stato aggredito da Johanna che lo ha minacciato con un coltello sporco di sangue per rubargli il mantello. Il ragazzo spaventato ha consegnato il mantello e la donna lo ha indossato coprendosi la testa e alcune macchie di sangue sui vestiti.
La prima giornata di processo si conclude e Johanna viene riportata in carcere.

Nel pomeriggio dello stesso giorno, durante l’ora d’aria la sacerdotessa viene presa di mira da tre detenute: Kamara una mezzorchessa enorme, leader del gruppo, Gesil una mezzelfa sfregiat e Kerset una donna di colore. Il gruppo è uno dei più pericolosi del carcere femminile. Kamara vuole chiaramente attaccare briga e anche se Johanna non reagisce agli insulti cerca di colpirla.
Il suo colpo però viene bloccato da una mano. Si tratta di Snake, la donna monaco del gruppo dei Rinnegati. Velocemente rende innocua Kamara, spezzandole il polso e poi si allontana prima che intervengano le guardie. Johanna cerca di aiutare la mezzorchessa, ma viene fermata dalle guardie e da solo spiegazioni frammentarie, pertanto viene messa per un giorno in cella di isolamento.

Il giorno seguente Johanna si avvicina alla sua salvatrice per ringraziarla, ma lei dice che l'ha salvata per poterla uccidere lei.
Johanna chiede spiegazioni, ma lei risponde sdegnata di non fare la finta tonta. La sacerdotessa insiste allora la monaca racconta che tre giorni prima Johanna ha incontrato il suo gruppo e, facendo leva sul suo ascendente su Elija, li ha convinti a fare una missione. Ha raccontato che i suoi amici erano in pericolo e per aiutarli dovevano recuperare un oggetto in una casa. Il gruppo è entrato furtivamente nella villa senza problemi, ma una volta lì Johanna ha ucciso il padrone di casa nel sonno. La moglie dell’uomo si è accorta e ha richiamato aiuto gridando. Il gruppo è fuggito, ma si è dovuto dividere tallonato dalle guardie. Lei e Hammer si sono trovati ad affrontare un numero troppo elevato di guardie. Il mezzorco ha attaccato anche se lei ha cercato di dissuaderlo, ma è stato gravemente ferito. A quel punto sono stati arrestati e portati in prigione.

Nel frattempo i compagni di Johanna fuori dal carcere fanno delle indagini per aiutare l'amica. Mentre sono in un locale a fare domande un uomo si avvicina a Jill.
E’ vestito con abiti semplici da popolano. Ha una faccia comune, insignificante.
Racconta al monaco la stessa storia che Snake ha raccontato a Johanna.
Dice che la presunta Johanna è comparsa all'improvviso, poi, dopo l’omicidio, è scomparsa ma non ha lasciato la città.
E' semplicemente sparita, come se non fosse mai esistita, ma questa volta ha portato con sé Elija.
Tornati alla locanda dove risiedono gli avventurieri se ne vanno a dormire e la mattina seguente l'oste dice che qualcuno ha lasciato un messaggio per loro.
Nel messaggio c'è una mappa delle fognature con indicato un punto e c'è una scritta: "stanotte".

Durante la notte, mentre Johanna è nella sua cella, sente dei rumori e vede Snake che le apre la porta. La donna libera Johanna dicendo di darle fiducia e le dice che lei può fuggire e che può farla andare con lei, ma deve aiutarla a ritrovare Elija. Johanna accetta e segue la monaca in una cella di isolamento del secondo piano dove nel muro c'è una spaccatura che conduce in un'intercapedine molto stretta che scende fino alle fogne.
Nel punto dove sbuca ci sono gli avventurieri ad aspettare.
Il gruppo sia allontana e Snake indica un'abitazione abbandonata dove rifugiarsi. Poi si allontana per qualche ora e quando torna spiega che ha delle informazioni sul suo capo. Sembra che Johanna e Elija siano stati visti con un gruppo di nani mentre si recavano nella 'città' dei nani.
La monaca dice anche di sapere come trovare questi nani, ma non dirà nulla se gli avventurieri non l’aiuteranno a far scappare anche il suo amico mezzorco che è stato ferito e si trova nell'infermeria del carcere. Dopo qualche istante di incertezza gli avventurieri decidono di aiutarla e si mettono subito al lavoro.
C'è da fare in fretta, si deve organizzare un'evasione.

 

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