
Ghiaccio,
neve e venti ululanti, capaci persino di raggelare il midollo delle
ossa di un drago rosso, attendono solo di poter strappare le vite
degli ignari o degli ignavi. Selvaggi
ferini e mostri che strisciano nell'ombra sono in agguato in qualsiasi
foresta, vallata e passo montano. I viandanti che si spingono oltre
il riparo offerto dalle mura cittadine devono viaggiare armati e
procedere con molta cautela per non cadere sotto le grinfie di uno
degli innumerevoli orrori costantemente in agguato. Come
se non bastasse gli agenti delle organizzazioni malvagie come la
Confraternita Arcana, il Popolo del Sangue Nero e la Chiesa di Shar,
tramano nell'ombra infiltrandosi fino nel cuore delle più
grandi città.
Tuttavia,
anche a fronte di tutti questi pericoli, c'è ancora la speranza
che un giorno queste terre possano essere liberate dal male che
le affligge. I popoli civilizzati che vi abitano sono pronti a combattere
per la sopravvivenza e per la prosecuzione del loro sogno. Queste
sono le Marche d'Argento selvagge terre di frontiera. La maggior
parte degli abitanti di Faerûn pensa a questi luoghi come
una primitiva, indomita terra selvaggia percorsa da ululanti bufere
di neve e solcata da fameliche orde di orchi sanguinari.
Per
alcuni invece è semplicemente il luogo che chiamano casa.
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