La storia ruota attorno alle vicende accadute a una delle ultime cittadelle volanti esistenti su Ansalon (l’ultima, con molta probabilità). Create dai potenti maghi dalle vesti nere al servizio della Regina delle Tenebre durante la Guerra delle Lance (348 – 353ac), questi imponenti castelli volanti guidavano l’avanzata degli eserciti di Takhisis e seminavano il terrore tra le fila dei suoi nemici. Al loro interno erano ospitate le truppe d’élite dei Signori dei Draghi, gli stormi di draghi cromatici, i malefici usufruitori di magia ed i chierici al servizio dei poteri oscuri.

La gran parte di queste spaventose macchine da guerra venne abbattuta alla fine della Guerra delle Lance, ma una di esse fece la sua apparizione pochi anni più tardi, quando il Signore dei Draghi Kitiara si avventò su Palanthas e tentò di prenderne il controllo aiutata dal cavaliere della morte Lord Soth, fallendo però nel suo piano (357ac). Da questo momento fu opinione comune che nessuna cittadella era rimasta in condizioni “operative” su tutto il continente.

Venne poi l’ascesa dei Cavalieri di Takhisis, un ordine in mentalità simile a quello dei cavalieri di Solamnia, ma opposto riguardo a fede ed obbiettivi, capitanato dal fiero Lord Ariakan. La storia degli annali di Krynn, redatta da Astinus di Palanthas, racconta nei dettagli la guerra scatenata da Ariakan durante quella che poi venne conosciuta come l’Estate del Caos a cui seguì il Secondo Cataclisma, quindi è inutile dilungarsi sull’argomento.

Quello che Astinus non scrisse (sparì misteriosamente in concomitanza con l’abbandono di Krynn da parte degli Dei, quando il Caos fu sconfitto) era che i Cavalieri di Takhisis erano in possesso di ben tre cittadelle volanti, destinate alla guerra contro Solamnia, Silvanesti e Qualinesti. Due di queste (la “Rocca del Fato” e la sua gemella, il “Castello delle Ombre”) erano sopravvissute alla Guerra delle Lance ed erano state riparate e custodite segretamente dai servi della Regina delle Tenebre, la prima in una profonda miniera nei monti Kalkhist e la seconda in un’immensa grotta naturale nel cuore del Muro di Ghiaccio (Icewall Glacier), mentre la terza (la “Torre della Fede”) era stata creata nel 381ac dai cavalieri dell’Ordine della Spina ed era alloggiata nelle vicinanze della prima. La “Torre della Fede”, però, era di dimensioni molto più ridotte rispetto alle altre due fortezze, la cui potenza e maestosità risaliva ai giorni in cui Takhisis era nel pieno della sua forza e che nessuno ormai su tutta Ansalon avrebbe potuto ricreare.

Ariakan non aveva intenzione di mobilitarle, almeno all’inizio della sua guerra, infatti le forze di cui disponeva erano di gran lunga sufficienti per avere ragione di una terra già indebolita da anni di fatiche e odi razziali (tant’è che con esse conquistò effettivamente quasi tutto il continente), ma le avrebbe usate qualora fossero nati dei problemi nella Solamnia o contro le due nazioni elfiche di Silvanesti e Qualinesti.

Tuttavia, saputo delle forze demoniache uscite dall’abisso per sottomettere Ansalon al Caos ed alleatosi ai Cavalieri di Solamnia, diede ordine che le cittadelle prendessero parte agli scontri in quella battaglia dove era in gioco il destino dell’intera Krynn (“… in quel momento non c’era cretura vivente su Krynn che non desse il suo contributo per salvare il proprio Mondo…” “… draconici e cavalieri che combattevano fianco a fianco in una battaglia disperata…” – da I Draghi dell’Estate di Fuoco).

Quello che spinse Ariakan ad agire in questo modo non fu, però, la bontà, ma gli ordini ricevuti da Takhisis in persona: quando il Caos sarebbe stato sconfitto, i Cavalieri di Solamnia, gli elfi e tutte le nazioni di Ansalon sarebbero state stremate e i Cavalieri di Takhisis avrebbero avuto il continente nelle loro mani. Le cittadelle sarebbero servite a questo scopo, visto che Ariakan aveva previsto che anche i suoi soldati avrebbero
subito pesanti perdite in quella battaglia.

Ma dei messaggeri inviati da Ariakan, solo un drago blu riuscì ad arrivare a destinazione e portare la notizia fino al lontano Muro di Ghiaccio, nel freddo cuore polare dove riposava il “Castello delle Ombre”. Partiti in ritardo, gli altri due draghi dovevano seguire una rotta che passava vicino al punto in cui si riversarono dall’Abisso le forze del Caos e purtroppo soccombettero facilmente, colti di sorpresa dai terribili draghi di magma e dai loro cavalieri abissali.

Poiché Ariakan voleva assolutamente tenere nascosta l’esistenza delle cittadelle, esse erano dislocate in punti assai difficili da raggiungere, quindi i loro equipaggi vivevano isolati dal resto del Mondo e solo dei particolari messaggeri conoscevano l’esatta ubicazione dei nascondigli. E’ facile capire, quindi, come, in assenza di un avviso da parte del comando, i castelli volanti sarebbero rimasti senza informazioni su cosa stava accadendo in giro. E’ quello che successe per le due fortezze nascoste nei monti Kalkhist: contemporaneamente all’apertura della spaccatura nel Sirrion del Nord (North Sirrion Sea), da cui uscì il grosso delle armate demoniache, si formarono una miriade di altre “porte” su tutto il continente, da cui si riversarono come un’inondazione altrettante forze del male. Thorbardin, Thoradin, Silvanesti, Qualinesti e molti altri capisaldi si ritrovarono a fronteggiare non un’invasione dall’esterno, ma bensì dal cuore delle loro stesse terre. Accadde così che anche dalle enormi profondità delle miniere che facevano da rifugio alle cittadelle uscirono le forze del Male: nulla poterono neanche le più potenti macchine da guerra di Takhisis di fronte all’invincibilità dei mostruosi draghi di magma che trasformarono quelle miniere in fornaci infernali. Nessuno si salvò: la pietra scura delle cittadelle divenne lava, i corpi dei soldati si trasformarono in vapore e le miniere crollarono su sé stesse, a causa dell’immenso calore.

Mentre tutto questo stava accadendo, nel profondo sud il “Castello delle Ombre” aveva ricevuto l’ordine di muoversi verso settentrione ed ingaggiare battaglia nei pressi di Qualinesti. Così, la possente fortezza volante si destò dal suo sonno nei ghiacci e si preparò ad affrontare lo stesso nemico che tutta Ansalon stava già combattendo.
Giunto sopra Qualinesti, passato il fiume Ahlanlas, il castello si trovò subito nel cuore della battaglia: draghi cromatici e draghi metallici combattevano assieme contro dei terribili cavalieri senza volto in groppa a dragoni di fuoco, mentre tutta la foresta ardeva tra le fiamme della battaglia che si stava consumando al suolo e bagliori rossastri illuminavano l’orizzonte. Seguendo gli ordini di Ariakan, venne fatta uscire solo una parte dell’immenso contingente bellico della cittadella, ma ben presto gli assalti dei demoni e degli spaventosi draghi di lava divennero sempre più pesanti e tutti i soldati della fortezza vennero impegnati per la sua difesa.

Quando la situazione cominciò a diventare critica, il Signore del “Castello delle Ombre” ordinò la ritirata e si mosse a ovest, puntando verso l’Ergoth del Sud, ma i guerrieri dell’abisso continuavano con i loro massicci e devastanti assalti. Superato lo stretto di Algoni e in vista della costa di levante dell’Ergoth meridionale, la cittadella cercò disperatamente di mettersi in salvo, ma ormai era danneggiata assai pesantemente: molte torri erano crollate e parecchi guerrieri del Caos erano riusciti a penetrare al suo interno, seminando morte e distruzione tra i soldati paralizzati dal terrore, mentre la magia che sorreggeva nel cielo la possente costruzione stava ormai svanendo assieme al respiro degli ultimi usufruitori di magia ancora in vita. Con le ultime energie, la fortezza sorvolò la catena dei monti Gaard (Last Gaard Mountains) nella speranza di riuscire a nascondersi. Venne allora avvistata la caldera
di un vulcano ormai spento, che formava un “imbuto” abbastanza grande da consentire alla cittadella di posarsi a terra senza correre il rischio di danneggiarsi ulteriormente. Come un gigante spossato dopo la battaglia, la mastodontica fortezza si adagiò sul fondo del cratere, mentre gli ultimi draghi cromatici combattevano ancora intorno ad essa, ma il suolo cedette sotto l’enorme peso e il castello scivolò per alcune centinaia di metri nel fondo del vulcano, adagiandosi su un fianco. La caduta fece crollare le ultime torri ancora rimaste in piedi, mentre una parte del blocco di roccia che faceva da fondamenta al castello si sbriciolò per l’attrito; le pareti del monte cedettero e ricoprirono quasi completamente la fossa che si era formata. Tutto questo fu niente, se paragonato al destino ancor più terribile che aspettava la fortezza ed i suoi occupanti: dal buio emersero i terribili spettri, che erano riusciti a salire sulla cittadella, il cui tocco non significava solo la morte ma anche l’oblio dei ricordi delle vittime nei cuori delle persone che le avevano conosciute. Il destino dei sopravvissuti era ormai segnato: persi nel buio, intrappolati nel cuore della montagna, invano cercarono scampo per accorgersi troppo presto chegli spettri li avrebbero trovati ovunque essi si fossero rifugiati. La memoria delle loro vite venne cancellata per sempre dal Mondo, assieme alla conoscenza di ciò che custodivano. Così finì il “Castello delle Ombre”, un tempo orgoglio della Regina delle Tenebre ed ora un rudere dimenticato, lapide anonima dei soldati che l’avevano servito.

Ansalon superò anche l’Estate del Caos, pure se a prezzo di innumerevoli vite e di profondi cambiamenti: gli Dei avevano abbandonato Krynn e le tre Lune non esistevano più, così come la magia come lo era stata fino ad allora; orde di spettri dell’abisso, memorie della passata battaglia, infestano ora le regioni meridionali e le rovine delle città e, a testimonianza della spaccatura che le vomitò fuori, si ergono i Denti del Caos (Teeth of Caos), una formazione rocciosa al largo di Nordmaar.

Ma una nuova piaga stava per abbattersi sulla spossata Ansalon: l’arrivo dei Grandi Draghi dell’est. Solo due anni dopo la sconfitta del Caos, Malystryx la Rossa, prima e più forte di tutti quelli che sarebbero venuti in seguito, piombò come un incubo e cominciò a sterminare i draghi di qualsiasi colore e razza che avevano dominato il continente fino a quel momento. I Grandi Draghi instaurarono ognuno il proprio impero, plasmando con la loro potente magia il territorio per adattarlo alle proprie esigenze.

Giunsero così Beryllinthranox il Verde (drago femmina), che prese Qualinesti e Onysablet il Nero (drago femmina), che trasformò New Coast e Blodehelm in un’immensa palude; Kellendros il Blu (chiamato Skie, che un tempo fu fedele compagno di Kitiara, e che acquisì in seguito enormi poteri, tanto da rivaleggiare con i Grandi dell’est) conquistò Palanthas e la Solamnia settentrionale mentre Gellidus il Bianco prese l’Ergoth del sud trasformandolo in una landa ghiacciata e vi fece insediare centinaia di malefici Thanoi, gli uomini tricheco originari del Muro di Ghiaccio. Oltre a loro, altri reami minori nacquero sotto il dominio di Brynseldimer, Cryonisis e Frisindia, Iyesta, Stenndunuus, Lorrinar, Mohrlex, Fenalysten e Pyrothraxus.

Tutti, chi con più accondiscendenza e chi con meno, sottostanno a Malystryx, la quale per ora ha vietato a qualunque drago di espandere i propri domini. Questa è la quinta Era, quella dei Mortali…