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Cominciamo con le note dolenti, prima o poi dopo tanti anni di esperienze perfette doveva scapparne una negativa (di cui fare tesoro per migliorare in futuro). L'edizione del 2008 doveva essere la prima edizione in cui il Pisquano Fantasy si sarebbe dovuto giocare in due giornate con due differenti gruppi. Questo per far fronte al sempre maggiore numero di richieste di partecipazione e dare la possibilità a tutti di giocare. Alla fine, a causa di diversi problemi di più giocatori che non è stato possibile sostituire, la seconda giornata è saltata con la conseguente impossibilità di partecipare al torneo per due partecipanti storici. Va da sé che la colpa di quanto accaduto non è da addossare a nessuno, ovviamente quanti si erano iscritti, desideravano partecipare e se non ci sono riusciti, loro stessi saranno stati dispiaciuti. Ma non posso comunque nascondere la mia profonda delusione nel vedere che due tra i più affezionati partecipanti al Pisquano Fantasy, che avrebbero fatto carte false per esserci, che sono stati tra quelli che hanno creato e dato modo di crescere alla manifestazione, siano rimasti fuori per cause indipendenti da loro. Detto questo passiamo a parlare della giornata che è stata giocata, che è in ogni caso stata memorabile. Come di consueto sono stati i giocatori a fare la differenza, anche la storia più bella se giocata superficialmente perderebbe ogni mordente. Invece abbiamo assistito a scene epiche, in cui ognuno ha dato il meglio di sé rendendo improbo (per non dire quasi doloroso) il compito di scegliere un vincitore. Alla fine, come spesso accade negli ultimi anni, la differenza l'hanno fatta pochi piccoli, ma decisivi dettagli. Ha vinto Willy che ha dato vita ad un personaggio divertente, azzeccato, a tratti travolgente,
inscenando duetti memorabili con PNG e PG (e qui deve ringraziare anche i compagni che lo hanno spalleggiato adeguatamente) senza dimenticare però la sua utilità nello sviluppo dell'avventura e conducendo una missione senza sbavature. Di contro anche gli altri giocatori sono stati eccellenti, caratterizzando ognuno il proprio PG, seguendo al meglio il background e mettendoci del loro per renderlo vivo. Il tutto condito dalle solite scene divertenti che hanno strappato cori di risate (Michele sarà anche arrivato ultimo, ma con il suo "Eh chi è Lo Willard?!" ci ha regalato una scena che resterà scolpita per sempre negli annali di quelle più divertenti della storia del PF). Tutto perfetto dunque (al punto che se fosse stata questa la seconda giornata, avrebbe in parte mitigato la delusione per il
fallimento della prima).

La Storia

Vietnam, 1964. Un capitano dell'esercito viene ingaggiato per una missione speciale, uccidere il colonnello Kurtz, una specie di eroe che sembra aver perso la ragione e che, formato un esercito personale, conduce una guerra privata. Il capitano viene accompagnato da quattro marines che sono all'oscuro dei particolari della missione. Il gruppo scoprirà che l'esercito ha condotto esperimenti segreti su cavie umane, con sostanze proibite che inducono modifiche genetiche nei soggetti esposti. I cinque soldati si troveranno ad affrontare un terribile viaggio nell'inferno degli orrori della guerra, in una vorticosa sequenza di incubi che li porterà al confronto finale con il colonnello Kurtz, nell'obbligo di decidere se lui è il mostro da distruggere o la vittima sacrificale di un sistema malato.

I Personaggi

BENJAMIN L. WILLARD

E' un capitano dell'esercito al quale viene assegnata una missione segreta, deve uccidere un colonnello che è apparentemente impazzito ed ha lasciato l'esercito per costituirne uno personale e continuare una guerra privata.
Cinico, freddo, realista, disilluso. Non è spietato, è un soldato ed esegue gli ordini. Conosce il Vietnam e ne ha capito la follia. Leggendo e rileggendo il dossier del colonnello Kurtz, l'uomo che deve uccidere, piano piano ha sempre più sentito di condividerne le idee pur notandone l’evidente follia. Il colonnello, che si è macchiato dei delitti più terribili, lo ha fatto per seguire fermamente il suo ideale, senza lasciarsi corrompere come gli altri militari o gli stessi membri del governo, che uccidono facendo insensate stragi, e poi si preoccupano di condannare lui come omicida (accusa quasi assurda nel bel mezzo della guerra del Vietnam). Vuole capire la vera natura di Kurtz e il vero motivo perché vogliono che sia ucciso più di ogni altra cosa.

DANIEL MCALLISTER "ANIMAL"

E' un soldato del corpo dei Marines. Fin da piccolo è sempre stato il più grosso dei suoi coetanei e si è abituato a farsi valere con le buone o con le cattive. Da anni lavora in un mattatoio, un lavoro duro che ha temprato ancora di più il suo fisico già prestante. E' un tipo di poche parole, di solito nelle discussioni preferisce far parlare i pugni anche se in fondo è un tipo semplice e di buon cuore. Quando hà ricevuto la chiamata alle armi gli è caduto il mondo addosso. La guerra sembrava così lontana da lui e dalla sua vita e non l'aveva nemmeno presa in considerazione. Ciò nonostante grazie alle sue capacità fisiche ha superato brillantemente il corso di addestramento nel corpo dei marines. E' in Vietnam già da parecchio tempo e il periodo di gran lunga peggiore che ha passato è stato quello nella Valle di Ashau. Settimane, a marciare nella giungla senza una meta, sotto cruenti attacchi nemici, tra caldo infernale, piogge intense e continui passaggi di aerei che lo innaffiavano con gli erbicidi usati per distruggere i ripari dei vietcong. Gli è sempre stato assicurato che erano innocui per l'uomo, ma dopo quell'esperienza qualcosa in lui è cambiato. La sua forza è aumentata e così la sua destrezza, ha capacità che prima non aveva.
Scorbutico, irascibile, prepotente, un bullo. Nel suo primo approccio con le persone tende subito a mettere in chiaro le cose: lui è il più forte e deve essere temuto e rispettato. Mal sopporta l’autorità e odia prendere ordini. Non gli interessano la guerra e i capi, ma ha un forte spirito di cameratismo e in fondo un grande cuore. La sua filosofia è chiara: “non combattiamo per gli stati uniti, per il presidente, per i generali, o per quelli che sono a casa. Combattiamo per i nostri compagni che con noi condividono il caldo, la pioggia, gli insetti, lo schifo del rancio, il sangue e tutto l'orrore di questa guerra”. Non taglierebbe un filo spinato per il presidente degli Stati Uniti, ma si getterebbe di corsa in un campo minato per salvare un compagno.

LANCE B. JOHNSON

E' un soldato del corpo dei Marines. Famoso surfista professionista di Los Angeles, fino alla chiamata alle armi le sue uniche preoccupazioni erano le donne, i festini sulla spiaggia, le droghe e sopratutto le onde. Si è ritrovato in Vietnam senza essere nemmeno sicuro di come ci è arrivato. Non ai capito perché sia scoppiata la guerra e non gli interessa, la politica non lo ha mai interessato. Tutto sommato non si è trovato male, ci sono un sacco di ragazzi come lui, il sole, prostitute bellissime che si vendono per pochi dollari e nei periodi in cui hai prestato servizio sulla costa ha anche potuto fare surf.
Spensierato, sprovveduto, disorientato, ingenuo. Gli piace divertirsi, fare surf, prendere il sole. Non ha mai nemmeno sognato gli orrori della guerra e lentamente il Vietnam gli sta scombussolando la mente. Di fronte alla crudeltà, ai massacri, al sangue, alle barbarie, trova rifugio in piccole cose personali, può incantarsi davanti ad un paesaggio come davanti ad un ponte illuminato di notte dai traccianti e dalle esplosioni della battaglia. E' impreparato a tutto quello cui si trova di fronte e quindi si lascia guidare da chi accanto a lui sembra essere più sicuro. Nei momenti in cui si senti veramente perduto si fugia negli acidi che ha sempre con sè. Per quanto lo riguarda essere in Vietnam è come essere a Disneyland.

MARK PHILLIPS "IL CAPO"

E' un sergente del corpo dei Marines. Idealista, ligio alle regole, non sgarra mai dal protocollo, preciso e meticoloso.
E' felice di poter difendere l'onore del suo paese e ha già deciso che quando la sua ferma finirà firmerà per prolungarla. Il suo stato di servizio è impeccabile, ottimi risultati al corso di addestramento nel corpo dei marines con encomio speciale nell'uso del fucile di precisione. E' sicuro che un giorno tornerà in patria da eroe. E magari di meritarsi anche qualche medaglia.
Tiene molto ai suoi uomini, sono sotto la sua responsabilità ed è suo dovere riportarli a casa sani e salvi.

TYRONE MURRAY JR. "DOC"

E' un caporale del copro dei Marines.
Nato e cresciuto nel Bronx la sua è stata una vita dura tra povertà e sacrifici. Sei il dottore del gruppo. Con grande sacrificio è riuscito a conseguire un diploma da infermiere che sperava gli permettesse di lasciare il suo quartiere e magari un giorno diventare qualcuno. Quando finalmente pensava che la sua vita potesse prendere una piega positiva, è stato chiamato dall'esercito che gli ha fatto fare il corso di addestramento nel corpo dei marines, un rapido corso di primo soccorso e lo ha spedito in Vietnam. Questa non è la sua guerra, questa è la guerra dei bianchi che riformano i figli di papà e spediscono a farsi ammazzare i fratelli neri per uno stato che li sfrutta e li discrimina. Ha quasi pensato di fuggire in Canada come hanno fatto tanti tuoi coetanei per evitare l'arruolamento, ma poi chi si sarebbe occupato di su madre? Riflessivo, lucido, razionale, ma è pur sempre del Bronx. Ha la parlantina sciolta, vuole sempre l’ultima parola, della parolaccia e della fantasia negli epiteti che affibbia ai suoi interlocutori negli scontri verbali ha fatto un'arte. E' generoso con chi dimostra di meritare la sua fiducia, ma è difficile che succeda per un bianco. E' naturalmente predisposto negativamente nei confronti dei bianchi. I bianchi sfruttano i fratelli neri, li fanno vivere nella miseria e poi li mandano a morire nelle loro guerre.

Classifica

1° Classificato Willy
2° Classificato Giovanni
3° Classificato Luco
4° Classificato Cape
5° Classificato Mic

 

 

 

Argonath - Le Colonne dei Re

 

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